Le 6 opere d’arte da non perdere nella Pinacoteca Ambrosiana

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Le 6 opere d’arte da non perdere nella Pinacoteca Ambrosiana

Fondata dal cardinale Federico Borromeo esattamente nel 1618, la Pinacoteca Ambrosiana, con le sue antiche e ricche sale, è, senza dubbio alcuno, un tempio dell’arte vero e proprio. Un amore per l’arte e per la cultura che anima Milano da tempi immemori.

 

Oggi, la Pinacoteca Ambrosiana è a Milano una tra le più importanti mete turistiche di Milano. Non per nulla, al suo interno viene ad essere custodito e preservato un patrimonio composto, tra l’altro, da libri, sculture, quadri e da una infinità di oggetti antichi. In pratica, presso la Pinacoteca Ambrosiana è possibile ammirare un patrimonio formato da qualcosa come oltre 1.500 opere d’arte appartenenti a tutti i tempi.

 

La visita turistica alla Pinacoteca Ambrosiana di Milano è, senza dubbio, un percorso che colpisce, ricco di grandi emozioni. Ma tra le tante preziose bellezze qui conservate, quali sono le 6 opere da non perdere assolutamente nella Pinacoteca Ambrosiana?

 

Seppure sia un luogo meravigliosamente e incredibilmente ricco, vediamo, la nostra selezione. Eccole!

 

Il Codice Atlantico (di Leonardo da Vinci)

 
Codice Atlantico (di Leonardo da Vinci)
 

Nella Sala Federiciana è possibile ammirare circa venti disegni appartenenti al celebre Codice Atlantico. Questa incredibile e fantastica raccolta, è il risultato del lavoro intrapreso da Pompeo Leoni, scultore cinquecentesco, che volle raggruppare 402 fogli e 1700 disegni e scritti di Leonardo in un unico grande volume. In pratica, è una vera e propria bussola che consente di potersi orientare tra le dinamiche del poliedrico Leonardo da Vinci.

 

Cartone per la Scuola di Atene (di Raffaello Sanzio)

 
Cartone per la Scuola di Atene (di Raffaello Sanzio)
© Veneranda Biblioteca Ambrosiana / Mondadori Portfolio
 

Il più grande cartone rinascimentale conservato fino ai giorni nostri usato come preparazione del celebre affresco presente nella Stanza della Segnatura in Vaticano e realizzato nientemeno che da uno dei più grandi esponenti del Rinascimento Italiano. Quest’opera entrò a far parte della collezione di Federico Borromeo nel 1626. Nel disegno sono ritratti i più grandi filosofi e scienziati della storia, a cominciare da Platone e Aristotele.

 

Canestra di Frutta (di Caravaggio)

 
Canestra di Frutta (di Caravaggio)
© Veneranda Biblioteca Ambrosiana / Mondadori Portfolio
 

Tra le opere più importanti del museo è impossibile non citare questo dipinto, considerato una sorta di prototipo della “natura morta”. Nell’opera viene ritratto un cesto di vimini da cui traboccano foglie e frutti realizzati con un impressionante realismo. Secondo il cardinale Federico Borromeo nessun’altra opera della collezione poteva reggerne il confronto.

 

Madonna del Padiglione (di Sandro Botticelli)

 
Madonna del Padiglione (di Sandro Botticelli)
© Veneranda Biblioteca Ambrosiana / Mondadori Portfolio
 

Opera eseguito a punta di pennello con un’attenzione quasi maniacale per ogni piccolo dettaglio. Questa “Madonna con il Bambino” è sì un tema classico della storia dell’arte, ma anche il modo in cui Botticelli racconta e vedere l’incarnazione del Figlio di Dio.

 

Ritratto di Dama (di Giovanni Ambrogio de Predis)

 
Ritratto di Dama (di Giovanni Ambrogio de Predis)
© Veneranda Biblioteca Ambrosiana / Mondadori Portfolio
 

Quest’opera rinascimentale è particolarmente ricca di mistero in quanto fu attribuita per molto tempo a Leonardo da Vinci, poi a Lorenzo Costa ed infine a Giovanni Ambrogio de Predis. Anche l’identità della donna ritratta sconosciuta: si passa da Beatrice d’Este a Isabella d’Aragona passando da Cecilia Gallerani e Bianca Maria Sforza.

 

Ritratto di Musico (di Leonardo da Vinci)

 
Ritratto di Musico (di Leonardo da Vinci)
© Veneranda Biblioteca Ambrosiana / Mondadori Portfolio
 

Questo dipinto su tavola è l’unico rimasto a Milano di Leonardo da Vinci. Arrivato all’Ambrosiana nel XVII secolo venne a lungo presentato in dittico con il Ritratto di Dama. Se per molto tempo si è pensato che la persona ritratta fosse Ludovico il Moro, a seguito della ripulitura del 1904 si riscoprì tra le meni uno spartito musicale che portò l’ipotesi verso Franchino Gaffurio, maestro di cappella del Duomo di Milano.

 

È da evidenziare come al suo interno, la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, racchiuda vari monili e numerose reliquie narranti leggende, curiosità e storie particolari come, ad esempio, il pugnale che, nel 1476, uccise Galeazzo Maria Sforza, oppure una teca ove si trova una ciocca di capelli di Lucrezia Borgia.

 

Se volete visitare questo importante museo non dimenticate di scoprirne tutte le informazioni nel nostro articolo: La Pinacoteca Ambrosiana di Milano: uno straordinario percorso tra Arte e Storia.

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