Il Vicolo dei Lavandai, un piccolo scorcio sulla storia di Milano

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Un angolo di Milano fuori dal tempo, un monumento nazionale. Il Vicolo dei Lavandai, punto di ritrovo di tanti milanesi, angolo pittoresco della zona dei navigli, luogo costellato da numerosi locali alla moda e meta di turisti che desiderano conoscere un sito molto particolare della città, che è, a tutti gli effetti, un piccolo scorcio sulla storia del capoluogo lombardo.

 

Vicolo dei Lavandai

 

 

Descrizione

 

Il quartiere dei Navigli è anche caratterizzato da interessanti curiosità note e meno note. Ad esempio, nel Vicolo dei Lavandai, è possibile ammirare, ad esempio, una incredibile lavatoio risalente al secolo scorso. Una testimonianza di un tempo in cui non v’era la lavatrice e, di conseguenza, si era costretti a far ricorso a delle metodologie manuali, le quali erano, senz’altro, molto più impegnative.

 

Altro aspetto che suscita curiosità è che, a differenza di quanto si è soliti pensare, qui, ad occuparsi di lavare i panni non erano le donne, bensì gli uomini. Infatti, furono proprio loro che crearono una propria e vera associazione di mestiere. Nata nel 1700, la Confraternita dei Lavandai, tra l’altro, aveva in Sant’Antonio da Padova il suo protettore e fu proprio a lui che dedicarono la chiesa di Santa Maria delle Grazie al Naviglio, collocata ad appena cento metri dal Vicolo dei Lavandai.

 

Lungo il vicolo scorre un ruscello, “el fosset”, il quale veniva ad essere alimentato direttamente dall’acqua proveniente dal Naviglio Grande. Qui, in quella che era nota come “brellin”, ossia una asse di legno, insaponavano i panni.

 
Vicolo dei Lavandai
Foto di Yorick39
 

L’incanto e la bellezza del luogo hanno ispirato, nel tempo, numerosi scrittori e poeti. A tal proposito, si può ricordare la poesia intitolata “Vicol di Lavandèe”, la quale valse a Luigi Cazzetta, nel 1964, il premio Carlo Porta.
 
 

Recentemente restaurato, il Vicolo dei Lavandai, anfratto del Naviglio Grande, ha saputo mantenere intatto il suo fascino. Testimonianza del passato della città meneghina, venne ad essere in uso fino agli anni Cinquanta. Basta chiudere gli occhi, ed è facile, immaginare le persone che venivano qui a lavare la biancheria e i propri indumenti.

 

Immersi nel ruscello, sembra quasi ancora di sentire il brusio, il sommerso chiacchierio, le melodie delle canzoni tradizionali, come pure di vedere schiene incurvate e intente ad utilizzare il “palton”, una sorta di arcaico detersivo composto da soda, sapone e cenere. Seppure oggi sia stato trasformato in un ristorante alla moda, il locale, che era stato precedentemente una vecchia drogheria, offre una atmosfera che è restata intatta e ove è, ancora oggi, possibile ammirare soffitti a cassettoni e i camini. In questo luogo, infatti, tra l’altro, si vendevano spazzole e candeggina.

 
Vicolo dei Lavandai
 

Andando a concludere, seppure Milano sia particolarmente ricca di destinazioni di grande valore e importanza, il Vicolo dei Lavandai è uno scrigno in cui sono stati gelosamente custoditi importanti ricordi e testimonianze neanche poi così distanti, che lo rendono un luogo unico meritevole di essere visitato e conosciuto.

 

Come Arrivare

 

Il Vicolo dei Lavandai si trova nel quartiere Navigli, al 14 di Alzaia Naviglio Grande. La fermata della metropolitana più vicina è “Porta Genova FS”, sulla linea verde M2.

 

Mappa

 

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